VocaliD: dona la voce a chi non può parlare

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La tecnologia già esistente ha permesso finora ai muti di potersi esprimere tramite una voce computerizzata, ovvero persone che utilizzano programmi o applicazioni in cui digitano quello che vorrebbero dire e che uno speciale software riproduce vocalmente. Proprio per questo, finora ogni persona che ha utilizzato questo strumento ha avuto la stessa voce metallica e computerizzata, che sia uomo o donna, bambino o adulto. Tuttavia, molto presto grazie a VocaliD le cose potrebbero cambiare.

Se si ascolta una bambina di 3 anni con quella voce, che poi è la stessa di un uomo quarantenne, risulta strano ed innaturale. Non può essere davvero un’ estensione dell’individuo se qualcun’altro ha la stessa voce” ha affermato Rupal Patel, professoressa associata presso la Northeastern University di Boston e sviluppatrice di VocaliD. “E’ proprio per questo che ci siamo chiesti se non ci fosse un modo per rendere queste voci più personalizzate.”

VocaliD è quindi un programma vocale di linguaggio che vuole restituire la voce a chi non ce l’ha, avendone una tutta sua. Patel utilizza la tecnologia per fondere il linguaggio unico di una persona con la voce di un altoparlante per creare un suono che sia ” comprensibile, ma unico per la persona per la quale vogliamo crearlo.

Samantha Grimaldo è l’adolescente sulla quale la dottoressa Patel sta lavorando per sviluppare il programma di riconoscimento vocale. Le informazioni nel suo cervello non scorrono verso i muscoli utilizzati per il linguaggio e per questo non riesce a parlare. “Io non uso la mia voce per comunicare, ma uso il mio iPhone che riproduce una specie di voce,” ha detto la ragazza. Una voce in default che però a lei risulta strana e proprio per questo non la usa molto spesso, soprattutto in pubblico.

Al fine di creare una voce speciale per Samantha, Patel ha preso delle registrazioni della ragazza mentre pronuncia a suo modo le diverse vocali e le ha mescolate con la voce di un’altra persona, cercando di fare qualcosa di unico e assolutamente personalizzato. Adesso, attraverso il suo iPhone o il suo tablet, potrà esprimersi con una voce che sia solo e unicamente sua.

Ruane, la madre della ragazza, si è detta entusiasta del risultato  e che, in questa nuova voce,  riesce a sentire in qualche modo quella della sua bambina. “Siamo felicissimi e grazie alla dottoressa Patel e a persone come lei che hanno a cuore il benessere del prossimo, finalmente mia figlia potrà avere una vita piena” ha dichiarato Ruane.

Non c’è niente di meglio che vedere la persona che stai cercando di aiutare sorridere, finalmente felice”  ha concluso la brillante ricercatrice.

E noi siamo assolutamente d’accordo con lei.

(via)

 

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