Ecco perché Tim Cook ha incontrato Donald Trump.

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Tim Cook ha voluto spiegare come mai abbia partecipato al summit con Donald Trump tenutosi all Trump Tower di New York. Infatti, il CEO della Mela ha spiegato tutti gli argomenti di cui hanno parlato e qual è l’obiettivo a cui punto Apple con questo nuovo Presidente degli Stati Uniti, evidenziando il fatto che l’unico modo per lavorare bene insieme è quello di parlare e non di urlare.

Cook spiega che “La creazione di posti di lavoro è naturalmente un elemento essenziale di quello che facciamo, offrendo opportunità non solo a quanti lavorano direttamente con Apple ma anche al gran numero di persone parte dell’ecosistema. Siamo orgogliosi di avere creato, solo in questa nazione, 2 milioni di posti di lavoro. Una grande percentuale di questi sono sviluppatori di app, opportunità che dà a chiunque la possibilità di offrire il proprio lavoro nel mondo, un’incredibile invenzione di per sé. Vorremmo ancora una riforma sulle proprietà intellettuali per cercare di fermare le citazioni in giudizio di persone che non hanno nulla a che vedere con le aziende.”

Il CEO di Apple ha poi proseguito il suo discorso spiegando le prossime mosse che dovranno fare “Ci sono una lunga serie di questioni da risolvere e per affrontarle bisogna essere coinvolti. Il modo migliore per influenzare le decisioni è stare nell’arena. Che si tratti di questa nazione, dell’Unione Europea, della Cina o del Sud America, ci facciamo coinvolgere. E ci diamo da fare sia quando siamo d’accordo, sia quando non siamo d’accordo. Penso sia molto importante farlo perché non si cambiano le cose lamentandosi e gridando. Si possono cambiare le cose dimostrando a tutti perché il tuo modo di pensare è migliore.”

(via)

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