Nel Regno Unito le forze dell’ordine possono controllare i dispositivi degli utenti senza il loro consenso.

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Il tribunale per i poteri d’indagine del Regno Unito ha stabilito che è legale attivare in remoto microfoni e fotocamere presenti sui vari dispositivi come smartphone e tablet, di cui tutti bene o male ne siamo in possesso, il tutto ovviamente senza che l’utente ne sia a conoscenza. Inoltre ora possono anche memorizzare i log di ciò che l’utente digita sul proprio dispositivo, installare dei malware ma anche fare delle operazione più classiche, come copiare i documenti presenti nel dispositivo ed ovviamente localizzarlo ovunque esso si trovi.

Privacy International è una delle organizzazione no-profit più importanti nel campo della tutela della privacy dei cittadini ed ha presentato un espesto contro il Government Communications Headquarters (GCHQ), meglio conosciuto come l’agenzia governativa del Regno Unito che si occupa della sicurezza, dello spionaggio e del controspionaggio.

Ovviamente lo scopo di questo esposto è quello di tutelare i cittadini rendendo illegali queste azioni di hackeraggio dei dispositivi di utenti incosapevoli per spiarli senza il loro consenso. Il tribunare ha inoltre aggiunto che “È opinione concorde che le operazioni di CNE (Computer Network Exploitation) svolte dal GCHQ, sono condotte in modo da minimizzare i rischi di lasciare i dispositivi target aperti allo sfruttamento di terzi”. In poche parole possono hackerare tutti i dispositivi che vogliono perché tanto le falle che aprono per prenderne il controllo non vengono lasciate aperte per operazioni illegali di terze parti.

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