L’ECOLOGIA DEL PENSIERO

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Forse a ragione, l’ambiente non è stato considerato l’argomento centrale della politica. Eppure, secondo il significato etimologico, l’ecologia (equus logos) equivale a dialogo equilibrato e quindi appartiene, per definizione, alla politica. Comunque, a parte questa definizione etimologica del termine “ecologia”, bisognerebbe concordare e accordarsi sulla definizione di ecologia nel senso più generale possibile. Indipendentemente dalle varie sfumature di definizione proposte, quando si applica ai fattori umani e non solo ai fattori ambientali allora certamente l’ecologia implica l’armonizzazione degli aspetti morali ed etici.

Per analizzare questa posizione intellettuale in modo sistemico e generale, è sorto spontaneo alla (mia) mente la necessità di introdurre un nuovo concetto: l’ecologia del pensiero. Con questo neologismo si intende (o intendo) l’organizzazione del pensiero umano secondo metodi e criteri ecologicamente equilibrati e armonizzati ai requisiti umani della contemporaneità. Per affrontare il problema ambientale e, in generale ecologico, ci vuole prima di tutto una “ecologia di pensiero” ossia volontà e purezza di approcci mentali, complessioni mentali sinaptiche e neuroniche armonizzate e operativamente funzionali.

L’ecologia del pensiero umano impone una vera riforma strutturale dell’uomo per ottenere la buona gestione dell’ambiente che sia armonizzata con la politica e lo sviluppo industriale e agricolo.

In questo momento storico, la discussione ambientale è stata incentrata da più parti nell’analisi dell’articolo di Mario Signorino «Il lungo fallimento verde» edito pochi anni fa e riportato su questo numero di Liberambiente.

Da una lettura veloce di questo articolo, viene spontaneo il proponimento di inquadrarlo nell’abito dell’ecologia di pensiero. La lettura fa rilevare l’approccio e la chiara e cristallina visione classica di Signorino dell’ecologia e dell’ambientalismo. Tuttavia, la visione appare anche scontata, lapalissiana e forse un po’ troppo politicizzata. Nella numerosa e variegata volta celeste degli ambientalisti noti e di riferimento, Signorino cita sostanzialmente solo Barry Commoner! Un biologo, autore delle “4 leggi dell’Ecologia”, che, con il suo “Il cerchio si chiude”, si è scagliato contro l’installazione di centrali nucleari ingraziandosi il popolo poco colto e impaurito da una pubblicità televisiva prezzolata e ignorante. Barry Commoner si è scagliato pure contro i grandi sistemi complessi a tecnologia avanzata quali le reti di centrali a petrolio oppure reti di centrali a gas e/o a carbone, le reti di sistemi missilistici, le reti di trasporto e sistemi aeronautici ed aerospaziali nonché reti navali, reti di telecomunicazione terrestri e spaziali. Al momento, queste stesse persone applicano gli stessi concetti ad altri tipi di reti, così all’occorrenza si scagliano anche contro la rete  hacker sovrapposta ad Internet e prona alla Cyber War e alla Intelligent War. 

Le quattro leggi di Ecologia di Barry Commoner (da The Closing Circle nel 1971) sono:

  • Tutto è collegato a tutto il resto. C’è un’ecosfera per tutti gli organismi viventi e quello che colpisce uno, colpisce tutti.
  • Qualunque cosa deve andare a finire in qualche punto. Non esistono “rifiuti” in Natura e non c’è un luogo in cui le cose possono essere gettate “via”.
  • La Natura ha maggiore conoscenza dell’Uomo. Il genere umano possiede tecnologie aggiornate in grado di superare la Natura, ma questo eventuale cambiamento del sistema naturale “rischia di essere dannoso per lo  stesso sistema naturale”.
  • Non esiste una qualcosa simile ad un pasto gratuito. Lo sfruttamento della natura inevitabilmente comporta la conversione di risorse da utili a forme inutili.

Riflettendo ulteriormente sulla prima parte dell’articolo di Mario Signorino si nota che è applicabile a tutte le Associazioni Ambientaliste italiane classiche a cominciare dagli Amici della Terra, per finire con i “Verdi” e gli ecologi di WWF, quelli di Green Peace, di LegaAmbiente, forse pure di Fare Ambiente.

Le nuove organizzazioni ecologiche del ventunesimo secolo, come “I circoli dell’Ambiente e della Cultura Rurale” non seguono i canoni ambientalistici delle suddette organizzazioni primitive. Ad esempio, “I circoli dell’ambiente“ credono nella realtà di attuazione di centrali nucleari e credono nell’attuazione dei trasporti ad alta velocità. Inoltre, hanno creduto e credono tuttora nella realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. “I circoli dell’ambiente” credono nella necessità di un piano energetico serio, anche se basato sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN) ma che non si fondi sullo sfruttamento delle quattro gocce di petrolio nazionale e non si basi solo sull’efficienza energetica. Purtroppo il requisito e l’interpretazione dell’Efficienza Energetica da parte degli Organi ed Enti addetti, ufficiali e formali del Governo Tecnico, finisce per imporre altri risparmi e sacrifici al popolo italiano già tanto provato.

“I circoli dell’ambiente” credono, invece, che l’efficienza energetica debba essere prima di tutto progettata ed imposta ai produttori di energia. Tutte le tecnologie impiegate devono essere realizzate migliorando il rendimento tecnologico e diminuendo la dispersione energetica dei propri singoli impianti, dei propri dispositivi e dei propri sistemi. A valle del sistema erogatore di energia elettrica ci sono gli utenti, ossia le famiglie italiane. Per chiarezza, l’efficienza energetica non si raggiunge con l’imposizione del risparmio economico e la riduzione della qualità della vita al popolo italiano. In Italia, secondo i dati ufficiali ISTAT esistono ora otto milioni di persone povere di cui almeno tre milioni vivono al di sotto della soglia della povertà. Invece secondo le statistiche e i sondaggi di altri Enti ed Organismi privati, la quantità di popolazione italiana che vive ai limiti della soglia della povertà si aggira sui venti milioni di persone (un terzo della popolazione). A queste persone nessun Governo Tecnico o Politico può imporre il “risparmio energetico”. Il contratto elettrico medio per il 99% della popolazione è di 3 KW a famiglia. Basta che la famiglia accenda un paio di elettrodomestici (lavatrice, televisione e qualche lampadina elettrica) ed il contatore scatta, va in corto circuito e l’erogazione di energia elettrica si arresta.  Con poca energia non ci si riesce neppure a riscaldare bene le case dotate solo di mura sottili e mal coibentate. Questa è la grande pecca storica della classe degli ingegneri e dei costruttori edili. Giustamente, il ricorso all’efficienza energetica (valorizzazione della realizzazione del famoso cappotto ecc.) serve a dare lavoro a questa classe di professionisti ed imprenditori, ma non a cancellare le loro pecche storiche. Nel contempo, le singole famiglie povere della suddetta percentuale non dispongono di risorse economiche sufficienti a pagare la poca energia elettrica che sfruttano. Queste considerazioni potrebbero essere, purtroppo, anche troppo ottimistiche.

Solo un pensiero governativo anti-ecologico e pseudo-dittatoriale d’impostazione manageriale oltranzista e sfruttatrice può credere a questa impostazione al risparmio che si riduce ad una mera imposizione. Sostanzialmente, il Potere attuale vorrebbe elargire energia al popolo con l’obiettivo prioritario di imporre il risparmio: «eccoti l’energia però non la sprecare, risparmiala! In fondo costa solo il 40% in più del costo europeo medio!!!»

Questo atteggiamento cade proprio nell’ambito della regressione culturale degli uomini dei grandi poteri economici ed energetici proposta in modo giusto e ben ponderato da Mario Signorino. Non si può non sottoscrivere che si tratta di una vera e propria operazione di illusionismo ideologico di questi ultimi governi.

Non bisogna mascherare questo obiettivo come se fosse qualcosa di rivoluzionario ma, come suggerisce Barry Commoner, basta ricordarsi che la Natura sa elaborare meglio dell’uomo e riesce sempre a “ripulire i rifiuti, riciclandoli a favore dell’uomo, della sua evoluzione e contro la incapacità umana a risolvere detto problema”.

Così, il pensiero politico – non ecologico – declassando l’ambiente consente ed invita il popolo ad ammassare i rifiuti nelle strade e nelle discariche abusive. I rifiuti, invece, costituiscono “l’oro di Napoli” dei popoli che sanno sfruttarli con sistemi moderni di incenerimento pulito per creare petrolio o derivati e quindi energia. Gli ambientalisti verdi delle vecchie e vetuste associazioni credono che fare gli ambientalisti significhi solo battersi contro gli inceneritori, la TAV, le Centrali Nucleari e il  Ponte sullo Stretto. Questi ambientalisti classici credono di propugnare, senza analisi, la decarbonizzazione favorendo lo spreco di benzina, gasolio, gas, metano e, per paradosso, lo spreco dello stesso carbone. Quindi essi producono, al contrario, la più alta percentuale di inquinamento con conseguente incremento di cancerogenesi. Altro che Centrali Nucleari!!!

In altre parole questi ambientalisti “ad ogni costo” e senza analisi approfondita stanno procurando più danni ambientali di quanti ce ne siano mai stati e, fatto ancor più grave, procurano un tracollo civico e civile. Si innesca qui il pensiero di Ernst Friedrich Schumacher, detto Fritz, economista, filosofo e scrittore tedesco, che ha scritto il famoso libro “Piccolo è bello”. L’ecologia di pensiero di questo libro indica all’Umanità la via della preferenza dell’impiego di piccoli sistemi a dimensione umana. Tra questi sistemi vanno annoverati i tetti solari, le pompe geotermiche, in parte, ma solo in parte, le torri eoliche, i sistemi di bio-elaborazione e biomassa ma anche piccoli sistemi di rigassificazione e altri “piccoli sistemi”.

In una visione moderna del pensiero di “Fritz”, bisogna introdurre anche le mini centrali nucleari da 50 MWe, tutti i piccoli impianti di generazione di energia ed in particolare di elettricità che danno luogo alle interazione di tipo ESCO, dalle celle elettrolitiche, a dispositivi futuri a fusione nucleare fredda. Il sistema energetico distribuito è pulito ed ecologico, inquina al minimo e consente una vita di qualità moderna e avanzata. La ricerca sulla fusione nucleare calda e fredda va comunque continuata.

Probabilmente questo approccio ha il grave difetto di scontrarsi con i grandi poteri finanziari ed economici internazionali che assoggettano il pensiero e le azioni umane ai loro voleri economici a scapito della pace fra gli uomini.

Giuseppe Quartieri

(Presidente del Comitato Scientifico dei “Circoli dell’ambiente e della Cultura Rurale”)

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