Gli smartwatch sanno ciò che digitate.

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Tony Beltramelli, un ricercatore dell’università di Copenhagen, ha dimostrato come gli smartwatch siano pericolosi per la nostra privacy, in particolar modo ha voluto dimostrare come un malintenzionato possa entrare a contatto con delle informazioni sensibili sul nostro conto, come, ad esempio, il PIN digitato allo sportello automatico del bancomat. Com’è possibile una cosa del genere, probabilmente vi starete chiedendo.

Beltramelli ha voluto sottolineare il fatto che un hacker, accedendo alle informazioni raccolte dall’accelerometro e dal giroscopio presenti in qualsiasi modello di smartwatch attualmente sul mercato, sia in grado di elaborarli per poi dedurre che movimenti stia facendo la mano del proprietario.

In questo modo riuscirebbe con estrema facilità ad estrapolare i dati riguardanti le password digitate su un sito web oppure il PIN del cellulare e addirittura quello dello sportello del bancomat. Insomma, un bravo hacker potrebbe con tranquillità estrapolare dal vostro smartwatch dei dati altamente sensibili che potrebbero mettervi in seria difficoltà.

Ovviamente questo procedimento richiede delle competenze e delle apparecchiature di un certo tipo che non tutti gli hacker hanno, però evidenzia sicuramente il fatto che non siamo al 100% sicuri di mantenere la nostra privacy con al polso uno smartwatch.

(via)

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