Luca Maestri spiega al Corriere della Sera il pensiero di Apple nei confronti dell’UE.

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Dopo la mega multa di 13 miliardi da parte dell’UE nei confronti di Apple, anche Luca Maestri, il noto CFO della Mela, ha voluto dire la sua a riguardo, e per far ciò ha rilasciato un’interessante intervista al Corriera della Sera, che vi riportiamo qua di seguito.

Il caso della Commissione non è su quante tasse paga Apple, ma su dove dovrebbero essere pagate. C’è chi dice che dovremmo pagare di più, chi dice di meno, chi dice tutto negli Stati Uniti e chi dice altroveSono problemi, credo, che vanno discussi come parte di un processo legislativo. L’aliquota va decisa all’interno di ciascun Paese europeo, fra i cittadini e il governo. Quanto a dove vanno pagate le imposte, ci sono già organismi internazionali che se ne occupano, l’Ocse e molte altre ottime iniziative. C’è modo di gestire queste cose nel processo legislativo. Noi aziende ci adatteremo.  Non possiamo accettare questo tentativo di cambiare retroattivamente le leggi esistenti semplicemente perché a qualcuno una certa legge in Irlanda non piace e l’avrebbe voluta diversa. Ciò elimina la certezza della legge ed è un enorme problema in Europa.”

Maestri continua l’intervista spiegando il problema che un contribuente normale sia costretto a pagare delle aliquote maggiori rispetto a dei colossi come Apple e Google “C’è una questione sulla tassazione delle imprese nel mondo. I sistemi non sono allineati a questo crea tensioni. Il nostro caso in Europa ne è l’esempio. Ma è anche vero che Apple è il più grande contribuente al mondo. Nel 2014 abbiamo riportato il 26,1% di tasse sui nostri ricavi e nel 2015 il 26,5%. Nel mondo delle imprese, queste aliquote sono piuttosto fra le più alte.”

(via)

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